{"id":764,"date":"2013-03-06T15:56:51","date_gmt":"2013-03-06T14:56:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aica3.org\/cms\/?page_id=764"},"modified":"2021-12-17T11:51:18","modified_gmt":"2021-12-17T10:51:18","slug":"epidemiologia-e-genetica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aica3.org\/cms\/en\/distrofie-dei-cingoli\/epidemiologia-e-genetica\/","title":{"rendered":"Epidemiology and genetics"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.3&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Epidemiologia<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 frequente tra le LGMD recessive (circa il 35% dei casi) \u00e8 la LGMD2A, dovuta a mutazione del gene che codifica per la calpaina 3. La prevalenza della  <strong>calpainopatia<\/strong> (LGMD2A) \u00e8 geograficamente variabile tra il 26% della popolazione giapponese e il 79% della Regione Basca, in Spagna. \u00c8 stata descritta come entit\u00e0 genetica distinta nel 1995, in pazienti provenienti da famiglie dell\u2019Isola di R\u00e9union, nelle quali \u00e8 stato localizzato il gene sul 15q15.1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>La genetica<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gene <em>CAPN3<\/em> si estende lungo una regione di 52.8 Kb a livello del cromosoma 15q15.1 ed \u00e8 suddiviso in 24 esoni; viene trascritto in un RNA messaggero di 3.3 Kb sottoposto a <em>splicing<\/em> alternativo che d\u00e0 origine a 9 isoforme diverse. Codifica per un enzima proteolitico di 94 kDa, che \u00e8 la calpaina 3 o p94, costituita da 821 aminoacidi.<br \/>Quest\u2019ultima ha quattro dom\u00ecni funzionali: il I e il III a funzione non nota, il II con funzione proteolitica <em>(cio\u00e8 \u00e8 in grado ti tagliare altre proteine) <\/em>e il IV con cinque motivi <em>EF-hands<\/em> in grado di legare il calcio. Sembra che la calpaina 3 possa giocare un ruolo nel controllo dell\u2019espressione dei geni ed essere coinvolta nel meccanismo dell\u2019apoptosi (<em>morte cellulare programmata<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mutazioni del gene CAPN3 sono <strong>eterogenee<\/strong>. Al momento sono riportate pi\u00f9 di 200 mutazioni causative associate al fenotipo LGMD2A, che interessano quasi tutti gli esoni del gene senza <em>hot spots<\/em> (punti caldi, preferenziali, di mutazione). E tuttavia l\u201985% di tutte le mutazioni descritte riguardano solo 9 esoni (1, 4, 5, 7, 10, 11, 13, 21 e 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle mutazioni sono varianti isolate o limitate a particolari popolazioni. Cos\u00ec la mutazione R572Q \u00e8 caratteristica dei pazienti dell\u2019Isola di R\u00e9union, la R769Q<em> <\/em>dell\u2019isolato geografico degli Amish dell\u2019Indiana del Nord, la 2362AG&gt;TCATCT della popolazione basca e la 550delA dell\u2019Est Europeo, suggerendo l\u2019ipotesi di un \u201ceffetto fondatore (ad esempio in seguito ad un prolungato periodo di isolamento si sviluppa  una nuova popolazione a partire da un piccolo numero di individui che portano con s\u00e9 solo una parte della <a title=\"Variabilit\u00e0 genetica\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Variabilit%C3%A0_genetica\">variabilit\u00e0 genetica<\/a> della popolazione originale. La nuova popolazione pu\u00f2 quindi differenziarsi sia <a title=\"Genotipo\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Genotipo\">geneticamente<\/a> sia <a title=\"Fenotipo\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fenotipo\">fenotipicamente<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>La trasmissione genetica<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutte le forme recessive quindi anche nella LGMD2A, i figli potranno sviluppare la malattia solo se entrambi i genitori sono almeno portatori. In tutti questi casi il rischio di avere figli malati \u00e8 del 25 per cento e quello di avere figli portatori \u00e8 del 50 per cento per ogni nascita.  Il rischio di ricorrenza della malattia, per una coppia che abbia gi\u00e0 avuto un figlio affetto, \u00e8  quindi del <strong>25% per ogni nuova gravidanza<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un soggetto affetto, invece, trasmette a tutti i propri figli il gene mutato e pertanto essi saranno tutti portatori silenti della malattia. Il rischio che un affetto possa a sua volta avere un figlio affetto \u00e8 legato alla probabilit\u00e0 che si unisca a un individuo portatore dello stesso difetto. Tale condizione si realizza pi\u00f9 facilmente in caso di consanguineit\u00e0 o provenendo dallo stesso piccolo paese (\u201cisolati geografici\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti i casi in cui la mutazione responsabile della comparsa della patologia \u00e8 individuata nel familiare affetto \u00e8 possibile identificare con certezza assoluta tutti i portatori silenti di mutazione genica tra i familiari di primo grado dell\u2019affetto grazie all&#8217;analisi genetica. \u00c8 possibile inoltre effettuare la diagnosi prenatale, se richiesto,  in gravidanze a rischio a partire dalla decima settimana di gestazione.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Epidemiologia La pi\u00f9 frequente tra le LGMD recessive (circa il 35% dei casi) \u00e8 la LGMD2A, dovuta a mutazione del gene che codifica per la calpaina 3. 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Codifica per un enzima proteolitico di 94 kDa, che \u00e8 la calpaina 3 o p94, costituita da 821 aminoacidi.\r\nQuest\u2019ultima ha quattro dom\u00ecni funzionali: il I e il III a funzione non nota, il II con funzione proteolitica <em>(cio\u00e8 \u00e8 in grado ti tagliare altre proteine) <\/em>e il IV con cinque motivi <em>EF-hands<\/em> in grado di legare il calcio. Sembra che la calpaina 3 possa giocare un ruolo nel controllo dell\u2019espressione dei geni ed essere coinvolta nel meccanismo dell\u2019apoptosi (<em>morte cellulare programmata<\/em>)<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mutazioni del gene CAPN3 sono <strong>eterogenee<\/strong>. Al momento sono riportate pi\u00f9 di 200 mutazioni causative associate al fenotipo LGMD2A, che interessano quasi tutti gli esoni del gene senza <em>hot spots<\/em> (punti caldi, preferenziali, di mutazione). 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